Ricambi per tapparelle: quali sono e quando sostituirli

Tiri la cinghia una mattina e senti che qualcosa non va. La tapparella sale a scatti, o si pianta a metà, o fa un rumore che l'anno scorso non c'era. Il primo pensiero è il peggiore: chiamare qualcuno, mettere mano al portafoglio, cambiare tutto.

Quasi mai serve. A rompersi è un pezzo solo, spesso sempre lo stesso, e cambiarlo è roba da mezz'ora e un cacciavite. Tutto sta nel capire quale pezzo, ed è qui che entra in gioco questa guida: riconoscere il guasto e sapere cosa ordinare.

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Cosa c'è dentro il cassonetto

Dalla strada vedi solo il telo che sale e scende. Il meccanismo vero sta nascosto nel cassonetto sopra la finestra, ed è più semplice di quanto sembri: quattro o cinque pezzi che lavorano insieme.

Il cintino è la cinghia che tiri con la mano. L'avvolgitore è la scatola, incassata nel muro o a vista con una placca, dove il cintino si raccoglie quando la tapparella sale. Chi ha un sistema a cordone invece del cintino ha una puleggia, che fa lo stesso mestiere. In alto, dentro il cassonetto, ci sono i ganci che tengono la prima stecca attaccata al rullo, reggono tutto il peso del manto. E ai lati, le guide, i binari in cui scorrono le stecche.

Tenere a mente questo schema aiuta parecchio: appena la tapparella dà problemi, sai già in quale di questi punti andare a guardare.

Il cintino: quello che si rompe per primo

Se dovessimo scommettere su cosa cederà per primo in una tapparella, punta sul cintino. È l'unico pezzo che tocchi fisicamente ogni giorno, ed è fatto di tessuto: tiralo qualche migliaio di volte, aggiungici il sole che lo secca e l'attrito del passaggio, e prima o poi si consuma. Di solito si spezza nel punto dove piega di più, quello che entra e esce dalla fessura del muro.

I segni sono difficili da non notare. Lo vedi sfilacciarsi, con i fili che si aprono a ventaglio. Oppure la tapparella comincia a scenderti tra le mani anche quando pensi di averla fermata. A volte invece è netto: uno strappo secco e il manto che ti crolla giù di colpo, lì il cintino ha ceduto del tutto.

La buona notizia è che cambiarlo è la riparazione più facile di tutte. Si apre lo sportello dell'avvolgitore, si toglie il pezzo vecchio e se ne infila uno nuovo seguendo lo stesso giro. L'unica accortezza è prendere un cintino della stessa larghezza del precedente, altrimenti non ingrana bene nell'avvolgitore.

L'avvolgitore: la molla che si stanca

L'avvolgitore dura di più, ma non per sempre. Il suo punto debole è la molla interna, quella che tiene il cintino in tensione e lo richiama su: con gli anni si allenta, e a un certo punto non ce la fa più.

Il sintomo tipico è un cintino nuovo che però non si riavvolge come dovrebbe, e resta lì mezzo penzoloni. Oppure senti un raschiare metallico che prima non c'era, o vedi la scatola stessa crepata, o la placca esterna che si è allentata dal muro e balla quando tiri.

Qui c'è una trappola in cui è facile cadere: ordinare un avvolgitore a caso. Non sono tutti uguali. Prima di comprarlo devi controllare tre cose, se la tapparella è di una finestra o di una portafinestra (una portafinestra ha molto più cintino da avvolgere), la distanza tra i due fori delle viti di fissaggio, e quanto spazio hai in profondità nel muro. Sbaglia una misura e ti ritrovi con un pezzo che non entra o non regge il cintino giusto.

Quello che si guasta senza avvisare

Cintino e avvolgitore sono i protagonisti, ma non gli unici a poter fare i capricci.

I ganci che tengono la stecca al rullo, per esempio, danno un segnale preciso: la tapparella sale storta, più alta da una parte che dall'altra, oppure una singola stecca si muove in modo strano. Vuol dire che uno di loro si è allentato o spezzato.

Le guide laterali invece si sporcano. Foglie, polvere, insetti, l'incrostazione di anni: la tapparella comincia a grattare e a rallentare nei binari. Molte volte basta una pulizia fatta bene per risolvere; se però la guida si è deformata, va cambiata.

Poi ci sono i tappini e i terminali delle stecche, quei pezzetti che nessuno guarda finché non saltano. Proteggono i bordi del telo, e quando si rompono la tapparella può incastrarsi o strisciare contro la guida.

Un pezzo o tutta la tapparella?

A un certo punto la domanda diventa inevitabile: continuo a cambiare ricambi o è ora di rifare tutto?

La linea di demarcazione è il telo. Finché il problema è meccanico, cintino, avvolgitore, un gancio, sostituisci il pezzo e vai avanti tranquillo per anni. Ma quando a rovinarsi sono le stecche, la faccenda cambia. Una stecca crepata la puoi anche tollerare; tre o quattro, con il PVC ingiallito dal sole o l'alluminio ammaccato che esce dalle guide, sono il segnale che la tapparella ha fatto il suo tempo.

Il calcolo è pratico più che tecnico: se ti accorgi di comprare un ricambio dopo l'altro nel giro di pochi mesi, stai buttando soldi a rate. In quei casi una tapparella nuova costa meno della somma delle riparazioni, e soprattutto smetti di pensarci.

Se hai in mente di motorizzare

Vale la pena un ragionamento a parte se stai valutando di motorizzare la tapparella. Perché in quel caso cintino e avvolgitore non li ripari: li togli. Il motore tubolare va infilato nel rullo e prende il posto di tutto il meccanismo manuale.

Quindi se sono già malandati, non spendere un euro per sistemarli: tanto finiscono nel cassetto. Il pezzo su cui concentrarti diventa il motore giusto per il tuo rullo, scelto sul peso e sulle dimensioni del manto, un discorso che merita spazio suo, e che trovi nella guida dedicata.

Dove trovare il ricambio giusto

Su IperDomo c'è la gamma completa di accessori e ricambi per tapparelle: rulli, cintini, pulegge, guide, terminali, ganci, supporti. Tutti compatibili con tapparelle in PVC, alluminio e acciaio, sia manuali che elettriche.

E se guardando l'elenco ti viene il dubbio di non sapere cosa ti serve davvero, o non sei sicuro delle misure da controllare prima di ordinare, scrivi al team IperDomo su WhatsApp. Meglio due domande in più che ritrovarsi a casa un pezzo che non c'entra niente con la tua tapparella.

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